selezioni tendenze
space
space
 
Login
User:
 
Pwd:
 
   
arrow Iscrivi la tua Band!
arrow Archivio Bands

Ultime Band inserite:
MYBLAKE, Unfaithfull, Pertegò, Hidea, David's Lodgers, The BeaTers, Visioni di Cody, Soundplayerz, ...

arrow News
arrow Tendenze Mono
arrow Tendenze Hot Line
arrow Tendenze Friendly
arrow Forum
arrow FAQ
arrow Myspace
arrow Contatti

newsletter
Inserisci la tua email per ricevere la nostra newsletter!
Autorizzo Tendenze Factory al trattamento dei miei dati personali ai sensi dell'art. 13, D.L. 195/2003
 
 
Tendenze Mono
 
FLORA Vs THE WEAVERS
intervista doppia
 

Inauguriamo l’appuntamento mensile con le monografie dedicate alle band di Tendenze 2008 con un’intervista doppia. Quale modo migliore, per cominciare, se non mettere a confronto la band più navigata del festival con quella più giovane? Abbiamo chiacchierato con i Flora, un nome storico della scena musicale piacentina, e con i The Weavers, il gruppo più giovane della storia di Tendenze, capitanato, tra l’altro, da una batterista-cantante di soli quattordici anni con grinta da vendere.

 
tough
 

Come definireste il vostro genere?
F: «È una fusione di più generi, influssi jazz per arrivare a risvolti post-rock».
W: «Rock psichedelico».

Gruppi di riferimento?
F: «Principalmente Tortoise e Motorpsyco ma anche Jaga Jazzist, Bjork, Karate, Vinicio Capossela, Soft Machine».
W: «The Who, Pink Floyd e  Emerson, Lake & Palmer».

Esiste un’età giusta per mettere su un gruppo?
F: «Prima si fa meglio è, però non esiste un’età giusta per suonare. Dovrebbero dare sicuramente più risalto all’educazione musicale a livello scolastico, sin dalle elementari. Far si che tramite le qualità intrinseche della musica si affinino anche le qualità proprie della persona».
W: «No, non sapremmo. Il nostro primo approccio musicale è stato a 12 anni».

Siete autodidatti, studiate o avete alle spalle studi musicali?
 F: «Claudia (voce) ha studiato canto, Pietro (tastiere) pianoforte. Paolo (basso e voce) è orgoglioso di mamma pianista e papà violoncellista, Michele(batteria) e Fabrizio (chitarra) si sono avvicinati alla musica da autodidatti».
W: «Stiamo tutti studiando, Anna (batteria e voce) è divisa tra conservatorio e lezioni private di batteria, Leonardo (chitarra) frequenta il conservatorio e Gio (basso) prende lezioni privatamente».

Come nascono i vostri pezzi?
F: «L’approccio iniziale è un embrione istintivo, modificato e personalizzato da ogni componente del gruppo. In seguito questa parte viene lasciata in sospeso alla ricerca dell’arrangiamento, “macinando” a lungo sino a raggiungere la forma ottimale; ed in seguito ci occupiamo dei testi. Sentiamo sempre l’esigenza di creare qualcosa di nuovo, anche se realmente generi nuovi non ne esistono».
W: «Prima ci concentriamo sulla musica e in seguito collaboriamo sui testi».

Che importanza ha secondo voi l’ascolto musicale rispetto allo studio?
F: «Entrambi sono fondamentali. Grazie all’ascolto sei molto influenzato e spinto a comporre. La tecnica è complementare , arricchisce. Deve però esserci equilibrio tra le due cose. In dieci anni di storia, i nostri pezzi si sono “modificati” ,impreziositi. Crescendo  piace sperimentare altri generi, e questo ci ha portato a ricercare strutture ritmiche e melodiche più “complicate”».

Che importanza ha il testo nelle vostre canzoni?
F: Michele: «Sono passati tre anni dal mio ingresso nella band e solo ora sono riuscito a capirne definitivamente il significato». (ride) Paolo: «Si possono definire “cervellotici”:trasposizioni da un diario che riflette immagini del quotidiano. Per esempio, il nostro prossimo singolo tratta la metafora dell’amore come una partita di volano,della traiettoria che la pallina segue nel gioco. Un altro titolo è “L’essenziale è un groviglio che non riesco a districare”».
W: «Per ora essendo molto giovani, i testi hanno importanza minore rispetto alla musica; sono testi da quattordicenni».

La vostra canzone più rappresentativa?
F: «Sicuramente “Bianco "e "Domani”».

Ogni canzone è una porta che si chiude, e la storia della musica è vecchia come il mondo. Quale è il  segreto per dire qualcosa di nuovo?
F: «Il  segreto è avere in mente solo qualcosa di nuovo».
W: «Siamo sempre alla ricerca della continua evoluzione. Vorremmo farci notare per qualcosa di speciale; sicuramente continuando a studiare e a crescere  musica e testi acquisteranno sempre più spessore. Idee nuove non mancheranno di certo».

Obiettivi e prospettive musicali  future?
F: «Cercare di suonare live anche fuori dalla realtà piacentina, abbiamo in programma qualche data all’estero. Il prossimo traguardo è la registrazione del nuovo cd. Per quanto riguarda il futuro, fare canzoni sempre più belle. Inoltre, festeggeremo il decimo compleanno della band, ed abbiamo in programma una serata che vedrà esibirsi dieci gruppi ed ognuno di loro farà una cover di una nostra canzone».
W: «Aspiriamo alla registrazione del nostro primo disco. Pian piano verremo abbandonare le cover, personalizzarle il più possibile e distaccarci sempre più dall’idea della copia».

Osservando la scena live e discografica italiana: che momento è, cosa va, cosa non funziona?
F: «Siamo più attratti dal panorama estero. In Italia per le piccole realtà come la nostra è difficile esporsi; è sempre la stessa storia che va avanti da anni. Probabilmente siamo un gruppo “intermedio”, non abbiamo mai avuto l’attitudine al proporci, quasi una sorta di “pigrizia”. Inoltre essendo poco classificabili le difficoltà aumentano».
W: «No a tutto quello che riguarda la scena melodica odierna, la consideriamo molto triste. Ascoltiamo soprattutto: P.F.M, Banco Mutuo Soccorso, Vinicio Capossela,  Eugenio Finardi e Fabrizio De Andrè».

Cosa ne pensate della scena musicale piacentina?
F: Claudia: «Negli anni scorsi, dopo la chiusura del Field e degli altri locali storici che tenevano in vita la scena piacentina, abbiamo vissuto un periodo nero; ma l’impegno di 29100 ha saputo spezzare la situazione di stallo che si era creata, proponendo serate ed eventi. Ora i locali ci sono, la situazione sta nettamente migliorando. I giovani piacentini tendono sempre a lamentarsi, ma in realtà basterebbe solo cercare. Sono contenta di essere piacentina, mi dà l’opportunità di essere  vicina alle realtà musicali delle città limitrofe».
W: «Non la conosciamo».

Gruppi “nostrani” preferiti?
F: «Ix Chel, Pliffet, Misfatto, Musica per Bambini, Verginal Think, e Pertegò. I Deportivo la Bonissima sono ottimi collaboratori».
W: «I La Pattona! Il gruppo rock demenziale del papà di Leonardo, che si è riunito di recente».

Conosci i The Weavers/Flora? Se si cosa ne pensi?
F: «No, ma siamo ansiosi di conoscerli».
W: «No, ma li sentiremo presto a Tendenze».

La vostra prima esibizione live?
F: «Al Fillmore Contest del 1999,  ricordiamo poco perché passano sempre in un minuto».
W: «A Canneto Sotto, per il compleanno della nostra batterista cantante Anna, suonavamo su un terrazzo e la gente del paese richiedeva cover dei Bee Gees! Suoniamo spesso per feste di compleanni nei locali della città».

Tendenze: che cosa significa per voi partecipare ad un festival storico, sotto i cui ponti è passata tanta acqua. Ricordi, aneddoti, nostalgie…
F: «Fa sempre piacere suonare, qualsiasi evento sia. Tendenze è un po’ come se fosse il “papà” di tanti gruppi piacentini. Siamo contenti  si sia rinnovato, è decisamente positiva la scelta  di allestire le serate di “Aspettando Tendenze”».
W: «Siamo onorati! Senti di fare parte di “qualcosa”, abbiamo avuto l’opportunità di conoscere ragazzi appassionati di musica come noi, l’anno scorso abbiamo stretto amicizia con i David's Lodgers. E’ molto positiva come esperienza, soprattutto per il confronto diretto con gli altri gruppi, che ci spinge a migliorare sempre più».

Cosa si prova ad essere il gruppo più “anziano”/giovane di  Tendenze 2008?
F: «È come se fossimo il gruppo più giovane».
W: «Ci faremo valere! Siamo emozionati ma tranquilli…insomma, con lo spirito giusto!».

Cosa vi aspettate invece da questo nuovo Tendenze?
F: «Maggiore visibilità e di piacere ai The Weavers».
W: «Vogliamo farci conoscere di più. Puntiamo a perfezionare il live, magari cambiando orario d’esibizione, e se possibile un’acustica migliore».

 
Efesia – Piè
 
 
ULTIME MONOGRAFIE:
onfocus
FLORA Vs THE WEAVERS
intervista doppia
Inauguriamo l’appuntamento mensile con le monografie dedicate alle band di Tendenze 2008 con un’intervista doppia. Quale modo migliore, per cominciare, se non mettere a confronto la band più navigata del festival con quella più giovane? Abbiamo chiacchierato con i Flora, un nome storico della scena musicale piacentina, e con i The Weavers, il gruppo più giovane della storia di Tendenze, capitanato, tra l’altro, da una batterista-cantante di soli quattordici anni con grinta da vendere.
 
partners

Homepage | Tendenze Festival | Tendenze Visual | Tendenze Workshop | Tendenze Webradio | Archivio Bands | Iscrivi la tua Band
News | Tendenze Mono | Forum | Contatti | Myspace | Tendenze Hot Line

ARCI Comitato Provinciale di Piacenza - Via Serravalle Libarna, 5 - 29100 Piacenza - CF 91025840330 - PI 01151080338